Giuliana Azzario Stampa

Giuliana Azzario Giuliana Azzario è nata a Torino il 24.03.1954 dove vive da sempre.
Ama girare il mondo ma adora la sua città.
Laureata in filosofia a indirizzo psicologico ha conseguito in seguito presso il “Centro studi e ricerca di Psicopedagogia J.J. Russeau il diploma di test proiettivi e, sempre alla ricerca di acquisire nuove conoscenze, anni dopo riceve il certificato di ipnoterapista dalla National Guild of Ipnotist e dall’ Ecole di Ipnose et PNL. A 40 anni si concede un anno sabbatico per dedicarsi

interamente ai suoi interessi che comprendono l’amore per il cinema, per la letteratura e il teatro, iscrivendosi alla Scuola Holden fondata, tra gli altri, da Alessandro Baricco. Ne esce con attestati relativi la scrittura, la sceneggiatura cinematografica e la scrittura per il teatro. La creatività, l’emozione, e l’arte in ogni sua forma hanno sempre fatto parte della sua vita sin da bambina quando ancora non sapeva si chiamasse arte. Ha sempre subito la fascinazione dell’arte in sé e degli artisti in toto. Ha sempre amato ciò che le dava emozione, uno sguardo soggettivo su qualsiasi forma vivente e non, anche se non crede esista nulla di non vivente “se la forma di un sasso provoca emozione, suscita sensazioni vive , anch’esso è per me vivo” Ama la musica per la sua capacità di farla inabissare in un mondo a parte di puro spirito, di isolamento totale. Ama la parola come forma d’arte che la relaziona al mondo esterno ( non a caso si occupa di Formazione insegnando Comunicazione e Rapporti interpersonali) e spesso, oltre alla capacità oratoria (in cui è una vera artista) spesso sente la necessità di scrivere. Al liceo si è dedicata alla sezione fotografica, dallo scatto allo sviluppo e stampa. Pur avendo abbandonato l’arte fotografica ( non si riteneva all’altezza) ha comunque continuato, come attento spettatore, ad ammirare la bella fotografia. La settima arte, il cinema, è da Giuliana considerato un quadro in movimento e dotato di parola. L’arte pittorica l’ha sempre amata e frequentata ma solo da spettatore perché mai e poi mai pensava di poter suscitare alcunché con “la mia assoluta incapacità a maneggiare un pennello.” Dipingeva, o meglio costruiva i suoi quadri con la mente. Tempo fa, una notte, si mise a scrivere su una porta di casa e chi la guardava comunicava empatia per ciò che vedeva e così “mi sono detta perché non scrivere sulla tela? E poi ho aggiunto il colore…è andata così e mi sono buttata….. sia mai la terza parte della mia vita sia destinata anche a questo..”

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Febbraio 2014 10:10